La Resurrezione di Giambattista Tiepolo nel Duomo di Udine
G.B. Tiepolo, Resurrezione — Duomo di Udine · pubblico dominio · Wikimedia Commons

Di Giambattista Tiepolo si parla soprattutto a Venezia e a Würzburg, ma è a Udine che il pittore veneziano ha lavorato da giovane lasciando alcune delle sue opere più belle. È una delle ragioni meno raccontate per venire in città, e forse la più sottovalutata.

La Cattedrale di Santa Maria Annunziata

Il Duomo di Udine è a pochi minuti a piedi da Piazza della Libertà. Da fuori si riconosce per la facciata in mattoni e per il campanile rimasto incompiuto. Dentro si trovano gli affreschi giovanili di Tiepolo: è qui che comincia il percorso.

È una chiesa in uso: durante le celebrazioni la visita turistica non è opportuna, e gli orari seguono quelli delle funzioni.

L'Oratorio della Purità

Accanto alla cattedrale si trova l'Oratorio della Purità, un ambiente piccolo e raccolto che conserva altre opere del pittore. La dimensione ridotta è un vantaggio: si sta vicini alle superfici dipinte, cosa che nelle grandi chiese non capita quasi mai.

Il Palazzo Patriarcale

La terza tappa è il Palazzo Patriarcale, dove Tiepolo lavorò a un ciclo di affreschi: è l'ambiente in cui il rapporto fra pittura e architettura si vede meglio, perché le pareti e i soffitti sono pensati insieme.

Anche qui vale la regola generale delle visite a Udine: si arriva a piedi, si passa da una tappa all'altra in pochi minuti, non serve organizzare spostamenti.

Come organizzare il giro

Le tre tappe stanno vicine e si fanno nella stessa mattinata, con calma. Chi alloggia in centro — da Alkecè, in Vicolo Sillio, il Duomo è a pochi minuti a piedi — può farlo senza nemmeno programmare la giornata: si esce, si cammina, si entra.

Soffitto affrescato del Palazzo Patriarcale di Udine
Palazzo Patriarcale, Udine — foto: Rollroboter · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Perché proprio Udine

La ragione per cui Tiepolo lavorò a lungo in Friuli ha un nome: Dionisio Delfino, patriarca di Aquileia, che negli anni Venti del Settecento gli affidò la decorazione del Palazzo Patriarcale. Il pittore veneziano arrivò qui giovane, e a Udine mise a punto molto di quello che sarebbe poi diventato il suo linguaggio maturo.

È un dettaglio che cambia il modo di guardare questi affreschi: non sono opere minori di un maestro affermato, sono le opere in cui il maestro si stava formando.

Come si guarda un Tiepolo

Un consiglio pratico che vale per tutte e tre le tappe: guardate prima l'insieme, poi i dettagli. Tiepolo lavora sulla luce e sull'apertura dello spazio — le figure sembrano staccarsi dal fondo e la superficie dipinta finge una profondità che l'architettura non ha.

Negli ambienti piccoli come l'Oratorio della Purità questo effetto si percepisce meglio, perché si è vicini alla superficie. Nel Duomo e nel Palazzo Patriarcale, invece, conviene arretrare il più possibile.

Il resto della città d'arte

Il percorso su Tiepolo non esaurisce l'arte a Udine. Nel Castello, la Galleria d'Arte Antica raccoglie il resto delle collezioni cittadine, e permette di collocare Tiepolo dentro una storia più lunga: quella di un Friuli che per secoli ha lavorato all'incrocio fra la cultura veneta, quella mitteleuropea e quella slava.

Chi ha una giornata intera può quindi mettere in fila Duomo, Oratorio, Palazzo Patriarcale e Galleria: sono tutti a distanza pedonale.

Organizzare la visita

L'unica accortezza vera riguarda gli orari, che sono diversi per ciascuna sede e cambiano nel corso dell'anno. Conviene verificarli il giorno prima e costruire il giro di conseguenza, invece di presentarsi e sperare.

Per chi alloggia in centro il vantaggio è che un cambio di programma non costa nulla: se una sede è chiusa, si sposta la tappa al pomeriggio e nel frattempo si cammina.

Nota pratica: Orari di apertura e modalità di visita del Duomo, dell'Oratorio della Purità e del Palazzo Patriarcale sono diversi fra loro e cambiano nel corso dell'anno: verificateli sui rispettivi canali ufficiali.

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