Di Giambattista Tiepolo si parla soprattutto a Venezia e a Würzburg, ma è a Udine che il pittore veneziano ha lavorato da giovane lasciando alcune delle sue opere più belle. È una delle ragioni meno raccontate per venire in città, e forse la più sottovalutata.
La Cattedrale di Santa Maria Annunziata
Il Duomo di Udine è a pochi minuti a piedi da Piazza della Libertà. Da fuori si riconosce per la facciata in mattoni e per il campanile rimasto incompiuto. Dentro si trovano gli affreschi giovanili di Tiepolo: è qui che comincia il percorso.
È una chiesa in uso: durante le celebrazioni la visita turistica non è opportuna, e gli orari seguono quelli delle funzioni.
L'Oratorio della Purità
Accanto alla cattedrale si trova l'Oratorio della Purità, un ambiente piccolo e raccolto che conserva altre opere del pittore. La dimensione ridotta è un vantaggio: si sta vicini alle superfici dipinte, cosa che nelle grandi chiese non capita quasi mai.
Il Palazzo Patriarcale
La terza tappa è il Palazzo Patriarcale, dove Tiepolo lavorò a un ciclo di affreschi: è l'ambiente in cui il rapporto fra pittura e architettura si vede meglio, perché le pareti e i soffitti sono pensati insieme.
Anche qui vale la regola generale delle visite a Udine: si arriva a piedi, si passa da una tappa all'altra in pochi minuti, non serve organizzare spostamenti.
Come organizzare il giro
Le tre tappe stanno vicine e si fanno nella stessa mattinata, con calma. Chi alloggia in centro — da Alkecè, in Vicolo Sillio, il Duomo è a pochi minuti a piedi — può farlo senza nemmeno programmare la giornata: si esce, si cammina, si entra.
Perché proprio Udine
La ragione per cui Tiepolo lavorò a lungo in Friuli ha un nome: Dionisio Delfino, patriarca di Aquileia, che negli anni Venti del Settecento gli affidò la decorazione del Palazzo Patriarcale. Il pittore veneziano arrivò qui giovane, e a Udine mise a punto molto di quello che sarebbe poi diventato il suo linguaggio maturo.
È un dettaglio che cambia il modo di guardare questi affreschi: non sono opere minori di un maestro affermato, sono le opere in cui il maestro si stava formando.
Come si guarda un Tiepolo
Un consiglio pratico che vale per tutte e tre le tappe: guardate prima l'insieme, poi i dettagli. Tiepolo lavora sulla luce e sull'apertura dello spazio — le figure sembrano staccarsi dal fondo e la superficie dipinta finge una profondità che l'architettura non ha.
Negli ambienti piccoli come l'Oratorio della Purità questo effetto si percepisce meglio, perché si è vicini alla superficie. Nel Duomo e nel Palazzo Patriarcale, invece, conviene arretrare il più possibile.
Il resto della città d'arte
Il percorso su Tiepolo non esaurisce l'arte a Udine. Nel Castello, la Galleria d'Arte Antica raccoglie il resto delle collezioni cittadine, e permette di collocare Tiepolo dentro una storia più lunga: quella di un Friuli che per secoli ha lavorato all'incrocio fra la cultura veneta, quella mitteleuropea e quella slava.
Chi ha una giornata intera può quindi mettere in fila Duomo, Oratorio, Palazzo Patriarcale e Galleria: sono tutti a distanza pedonale.
Organizzare la visita
L'unica accortezza vera riguarda gli orari, che sono diversi per ciascuna sede e cambiano nel corso dell'anno. Conviene verificarli il giorno prima e costruire il giro di conseguenza, invece di presentarsi e sperare.
Per chi alloggia in centro il vantaggio è che un cambio di programma non costa nulla: se una sede è chiusa, si sposta la tappa al pomeriggio e nel frattempo si cammina.
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